Ultima Generazione: “Ministro Cingolani, bocciato di nuovo!”Presto nuove azioni a Roma

Roma, 5 aprile. Il ministro Cingolani nel 2021 ci aveva promesso di arrivare entro il 2030 a produrre il 72% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili. Secondo questa stima, per quell’anno l’Italia dovrebbe avere impianti capaci di produrre energia complessiva intorno ai 95 GW.


Secondo il censimento dell’Anie Rinnovabili, sono stati costruiti impianti solari, eolici, idroelettrici, geotermici pari a 1,3 GW. Meno di un terzo degli obiettivi minimalisti prefissati dal piano nazionale, fissati a 4,7 GW all’anno. A questo ritmo, le promesse del Ministro della Transizione ecologica sono pura fantasia. Inoltre, il nuovo rapporto Regions del centro studi Elemens con Public Affairs Advisors sottolinea che più del 90% dei progetti di costruzione presentati nel 2021 sono rimasti sulla carta e fermi al Ministero.


Di questo passo, di che transizione parliamo? Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, e i costi energetici sono aumentati, ci dicono che bisogna rivedere la trasformazione energetica e, soprattutto, che non possiamo far a meno delle risorse fossili. Il Governo Draghi lo dimostra con i fatti, destinando un miliardo di euro per un terminale di rigassificazione a Porto Empedocle


Per questo, ora più che mai, la campagna Ultima Generazione serve tenere alta l’attenzione e non scendere a compromessi. Non siamo qui a chiedere semplicemente di mantenere le promesse sugli obiettivi minimi prefissati.


Pretendiamo che si ponga fine all’estrazione e all’importazione delle energie fossili. La guerra in Ucraina è un chiaro segnale di come le belle promesse fatte dai governi possano essere smentite in un batter d’occhio.


Noi pretendiamo che venga incrementata l’installazione degli impianti rinnovabili, fondamentale anche per la creazione di nuovi posti di lavoro.


Finché non verrà cambiata rotta, noi proseguiremo con la nostra disobbedienza civile non violenta.


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