Terzo giorno consecutivo di azioni da parte di Ultima Generazione contro ENI: 12 fermi in 3 giorni

Roma, 14 aprile. A Roma gli attivisti di Ultima Generazione non si fermano e per il terzo giorno consecutivo sono protagonisti di azioni di disobbedienza civile non violenta. Martedì davanti alla sede legale di Eni all’Eur, portando all’arresto di quattro persone; ieri, invece, davanti a uno store Eni a San Giovanni, dove i carabinieri hanno portato in questura tre persone.


L’obiettivo rimane il gigante energetico italiano che, insieme al governo italiano, sta lavorando per trovare fonti fossili alternative a quelle russe. Oltre a smentire il piano energetico, i negoziati con Algeria, Egitto e Angola, tra gli altri, aprono una grande contraddizione: si tratta di paesi fortemente dipendenti dalla Russia e quindi le sanzioni energetiche nei confronti del Cremlino perderanno il loro valore.


Il governo guidato da Draghi ci aveva promesso di investire massicciamente sull’energia rinnovabile, ma apprendiamo che il 90% dei progetti sono rimpallati tra Mite e Mibact. In che modo vogliamo portare avanti la transizione energetica? Con il combustibile fossile?


Siamo in emergenza. Non vogliamo essere l’Ultima Generazione. Per questo, continueremo con le azioni finchè l’esecutivo non accoglierà le nostre due richieste:


  1. Interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e di cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale

  2. Procedere a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20GW nell’anno corrente, e a creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile aiutando gli operai dell'industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili


"Eni è il principale responsabile di emissioni in Italia e ha intenzione nei prossimi anni di continuare a investire in combustibili fossili. Siamo dentro al collasso climatico ed ecologico. Il governo italiano non può continuare a supportare un'azienda come Eni, le politiche governative stanno condannando a morte milioni di italiani”, ha dichiarato Beatrice, attivista di Ultima Generazione.


“Siamo cittadini e cittadine disperati del proprio futuro e non siamo più disposti ad accettare in silenzio questo genocidio. Chiediamo di interrompere immediatamente il piano di nuove trivellazioni di gas e di avviare una transizione ecologica vera e giusta. Continueremo finché le nostre richieste non verranno ascoltate", ha concluso.





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