Terzo blocco del G.R.A. a Roma

Roma 22 giugno 2022 - L’Italia sta diventando un paese arido. È ormai evidente che il clima mediterraneo, quello che il resto del mondo ci invidiava e spingeva da noi turisti da ogni parte del globo, è ormai sparito. Lo riconoscono i governatori delle Regioni alle prese con una siccità senza precedenti. Lo ha detto esplicitamente il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, due giorni fa, affermando quello che noi urliamo da mesi: “L’emergenza climatica non è un problema del futuro, ma del presente. Vediamo cosa sta succedendo in tutta Italia e dobbiamo muoverci anche noi”.


terzo blocco del GRA a Roma Ultima Generazione

Peccato che l’unica soluzione prospettata nel Lazio, come in Piemonte, sia il razionamento dell’acqua, che non è una soluzione ma una diretta conseguenza del problema. Il governo, nel frattempo, tace. Nascondere la testa sotto la sabbia, continuando ad alimentare le cause principali del surriscaldamento del pianeta e delle nostre città, ci porterà dritti verso un conflitto sociale senza precedenti. Sarà una guerra tra poveri, soprattutto, ma anche i ricchi non se la passeranno bene. Tra qualche anno le persone, a Roma come nel resto d’Italia, saranno disposte a passare sul corpo del proprio vicino per accaparrarsi l’ultimo bicchiere di acqua rimasto. Fino a quando non ce ne sarà più per nessuno.


Abbiamo poco tempo per invertire la rotta: per questo motivo alcuni cittadini di Ultima Generazione alle 8:00 hanno bloccato la carreggiata interna del GRA all’altezza dell’uscita 13 (Tiburtina), parallelamente a via Sabatino Gianni. Alle 8:20 le forze dell’ordine erano già sul posto per procedere allo sgombero, al quale, come sempre, i manifestanti non hanno opposto resistenza. Come sempre, è stato garantito il passaggio dei mezzi di emergenza.


Il governo italiano ha sottoscritto dei patti europei volti ad aumentare le rinnovabili entro il 2030 e ogni giorno prosegue una narrazione fatta di scelte virtuose. Peccato che, secondo i dati recentemente diffusi da Legambiente, continuando di questo passo l’Italia raggiungerà gli obiettivi europei nel 2146, con 124 anni di ritardo sul programma. Peccato altresì che, secondo le previsioni degli scienziati, senza nessuna inversione di rotta nel 2011 non ci sarà più alcuna forma di vita sulla terra. Noi continueremo con le azioni finché il governo non prenderà in considerazione di fare un primo, vero passo per contrastare il collasso climatico”, spiega Michele, uno dei coordinatori di Ultima Generazione.


Le richieste che portiamo avanti sono sempre le stesse, da mesi

  • interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale;

  • procedere a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20GW nell’anno corrente, e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell'industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili.