Quinto blocco sul Grande Raccordo Anulare e diretta su Canale 5

Roma 24 giugno 2022 - Questa mattina siamo scesi nuovamente in strada.

Alle 7.50 ci siamo seduti sulla carreggiata del G.R.A. all’altezza dell’uscita 23. Le azioni durano poco, ormai gli automobilisti lo sanno: alle 8.35 le forze dell’ordine sono arrivate sul posto. Senza opporre resistenza (se non quella passiva), senza ostilità, siamo stati portati in questura, colpevoli di manifestazione non autorizzata.

Si tratta della quinta azione da quando, dopo aver organizzato azioni di disobbedienza in diverse città d’Italia, siamo tornati a Roma: quattro blocchi stradali e un blitz alla finale dei mondiali di beach volley. In pochi se ne sono accorti, perché ogni video da noi realizzato è stato fatto cancellare e a documentarlo resta solo il video pubblicato da Volleyball.it.


Non abbiamo tuttavia iniziato la scorsa settimana a promuovere azioni di disobbedienza civile. Di seguito alcuni numeri rispetto alle azioni cominciate a dicembre scorso: 13 blocchi su tangenziali a roma di cui 6 sul gra, 8 blocchi in altre città di cui una tangenziale a Milano. 2 azioni di imbrattamento al Ministero della Transizione Ecologica, 4 azioni di imbrattamento a danno di Eni, 11 giorni di sciopero della fame chiedendo un confronto con Cingolani. Da dicembre abbiamo attivato oltre 60 persone, contando 3 arresti, 400 fermi i questura e oltre 500 denunce.


blocco stradale ultima generazione

In diretta da Canale 5 Giulio, di Ultima Generazione, ha dichiarato: “Ci sono 125 comuni che non hanno acqua in questo momento, quindi queste azioni sono in solidarietà nei confronti di questi cittadini. Presto saremo tutti no. Se le nostre proposte fossero ascoltate porterebbero a migliaia di posti di lavoro, oltre che ad un calo delle emissioni di CO2”.


“C’è il rischio che gli attivisti si facciano male in strada e cerchiamo di ridurlo al minimo. E’ un rischio che ci sentiamo di correre rispetto al disastro a cui stiamo andando incontro: lo stiamo vedendo con la siccità di questi giorni. Il governo non sta facendo nulla per rallentare l’uso dei combustibili fossili. Gli impegni presi dal governo per raggiungere il 70% di energia rinnovable entro il 2030 di questo passo lo raggiungeremo tra 124 anni”, continua Giulio.


“Ma gli automobilisti che devono andare lavorare cosa centrano? Perché non andate a Montecitorio?”, domanda il conduttore.


Ci rendiamo conto die disagi che creiamo. CI rendiamo anche conto che si tratta di pochi minuti. Le persone le capiamo, ma vorremmo che loro capissero che tra pochi anni, non si parla di un futuro lontano e immaginario, i loro lavori verranno persi comunque. Il collasso climatico porterà al collasso sociale”, ribatte Giulio.


“Ma andate a bloccare il governo allora


Ci siamo già andati. Dopo 14 giorni di sciopero della fame davanti al Mite abbiamo incontrato Cingolani, che ci ha trattati con paternalismo e sufficienza, senza prendersi alcun impegno. Cingolani contratta con Eni nuove estrazioni di gas in Qatar. Stiamo parlando di un governo che sta condannando a morte i suoi cittadini”, conclude.


Quante volte dovremo ancora mettere a repentaglio le nostre vite sull’asfalto prima che le istituzioni smettano di nascondersi dietro un muro di frasi paternalistiche, luoghi comuni, finte promesse o silenzi? Un muro che blocca e danneggia i cittadini molto più di quanto facciamo noi nel traffico, già di per sé congestionato, di Roma.

Ormai è sempre più evidente: in città il termometro delle farmacie indica temperature che prima si leggevano solo ad agosto; in tv e sui giornali le foto del Po in secca si alternano al volto dei governatori delle Regioni, che parlano della necessità di abituarsi al razionamento dell’acqua. Il presidente di Elettricità Futura racconta che a causa della siccità potrebbe mancare circa un terzo del termoelettrico italiano, oltre al 50% della produzione idroelettrica.

Quand’è che il governo ascolterà le nostre richieste? Sono due, sono semplici e sono state ignorate da quando abbiamo iniziato la nostra mobilitazione:

  • interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale;

  • procedere a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20GW nell’anno corrente e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell'industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili.


Sempre in collegamento da Canale 5 Annarita Briganti, giornalista di Repubblica, è dalla parte di Ultima Generazione: “Sono totalmente dalla parte dei manifestanti. È importante un sacrificio anche individuale: in questo momento posso essere accaldata, ma scelgo di non usare l’aria condizionata. Si può sacrificare la macchina. Vorrei che le forze dell’ordine identificassero le persone che mettono le mani addosso alle persone che esprimono pacificamente il disagio su una crisi che incombe e che danneggerà tutti. Questi attivisti rompono le ipocrisie del governo. Ci troviamo senza acqua, energia, raccolti, con due settimane che ci aspettano a 40 gradi”.

Supporta
Ultima Generazione

Abbiamo tante spese legali,

aiutaci a sostenerle!

Unisciti

Unisciti

I prossimi 3 anni saranno significativi per contrastare in modo efficace il collasso.

Attiva il cambiamento, fallo ora!

Firma la petizione

Abbiamo anche lanciato una petizione su Change.org per chiedere nuovamente al Governo italiano di eliminare i combustibili fossili e investire in fonti di energia rinnovabili.