Primi contatti con la Lega per Salvini Premier

Alessandro, al 12° giorno di sciopero della fame: “Sempre più politici locali sono d’accordo con noi ed esprimono solidarietà con lo sciopero ma siamo quasi alle elezioni e gli incontri non arrivano, né gli impegni concreti”


Milano, 21 settembre 2022 - Mentre a Noventa Padovana (Padova) davanti alla sede della Lega per Salvini un gruppo di attivisti di Ultima Generazione metteva in scena la metafora del futuro che ci attende (con Cingolani e Salvini che versavano carbone su una fanciulla, uccidendone ogni speranza), a Milano tre attivisti in sciopero della fame sono riusciti ad avere un primo colloquio con un rappresentante locale della Lega, ai quali hanno consegnato la lettera diretta al leader del partito.


Si tratta di Alessandro Berti, al 12° giorno di sciopero della fame, Leonardo Lovati, al 9° giorno di sciopero della fame e Martina Maldifassi, al secondo giorno di digiuno.

“Non sento di riconoscermi in una politica che davanti a tre persone che stanno sacrificando la propria salute per non mangiare chiude loro – letteralmente - la porta in faccia e non si degna nemmeno di dare ascolto su temi che stanno già toccando la vita delle persone: ho un amico che abita nelle Marche e non finisce ogni giorno di mandare nuovi video del suo territorio devastato dalle recenti precipitazioni anomale dovute al cambiamento climatico, anche ora che i riflettori dei media hanno già distolto l’attenzione da lì” ha dichiarato la ragazza

Questi cittadini chiedono alla politica di prendersi le proprie responsabilità rispetto alla crisi climatica che stiano vivendo, e non si fermeranno finché non otterranno:

  1. Un incontro pubblico con Letta, Salvini, Meloni e Conte in cui parlare apertamente della crisi climatica e sociale

  2. La firma di un accordo che sancisca l’impegno della forza politica a formare un Decreto Legge contro la riapertura di ogni centrale di idrocarburi su suolo nazionale entro un mese dall’eventuale insediamento al governo


Ultima Generazione sciopero della fame sede Lega Salvini Milano

Il resoconto del colloquio

Dopo aver tentato più volte nella giornata di essere ricevuti nella sede nazionale della Lega in via Bellerio 41, arrivando persino a porsi davanti a un furgoncino di propaganda della Lega Giovani Milano che tentava di entrare nel cortile della sede, i protestanti hanno incontrato il consigliere comunale milanese Alessandro Verri, che ha affermato di conoscere il movimento e di aver visto dello sciopero della fame davanti a Palazzo Marino, ma non aveva mai fatto nulla per interessarsene. Forzato a uscire dalla scomoda presenza del gruppo di cittadini nonviolenti al di fuori della militarizzata sede nazionale, ha sostenuto che per lui l’ambiente è una priorità e concordato sulle pesanti responsabilità di aziende come “ENI” e “a2a” che fanno extraprofitti sulle spalle della gente e bloccano la spinta sulle rinnovabili. “Le centrali a carbone anche per noi della Lega non rappresentano certo il futuro, ma una misura emergenziale” – ha dichiarato leggendo le richieste degli attivisti e dando segni di approvazione. Incalzato sui dati, ha poi ammesso che effettivamente la narrazione propagandistica della mancanza di gas è una menzogna: “c’è abbastanza gas, così come – nel caso della Lombardia – ci sarebbe abbastanza energia idroelettrica, ma sappiamo che la bolletta è alta per logiche di mercato eccessivamente liberalizzate che vanno cambiate a livello europeo”. È stata raccolta la sua disponibilità a farsi portavoce con Matteo Salvini delle richieste di Ultima Generazione, di cui gli è stata consegnata copia cartacea, nonostante fossero già state inviate via mail quasi un mese fa.


Riepilogo dello stato dell’arte con tutti i partiti politici

Dopo il primo incontro di ieri con un esponente della Lega-Salvini premier a Milano, rimbomba ancora di più il silenzio del Partito Democratico. Da parti della coalizione di centro-sinistra, ma non dal suo partito maggioritario, infatti, sono arrivati in questi giorni segnali importanti: Eleonora Evi (portavoce AVS) ha firmato l’impegno proposto dagli scioperanti di contrasto alle centrali a carbone e un’amministratrice locale di Europa Verde ha cominciato un digiuno di qualche giorno in solidarietà ai ragazzi che sono in piazza da inizio mese per difendere il proprio futuro. Anche Giuseppe Conte (M5S) ha espresso interesse per la causa ma ha mancato la promessa di incontrare gli scioperanti della fame a Milano lunedì pomeriggio, mentre, dopo l’incontro avvenuto con l’europarlamentare e responsabile del Dipartimento Ambiente ed Energia Nicola Procaccini (FdI), anche il principale partito del centro-destra di è voltato dall’altra parte.




Riepilogo delle condizioni di salute degli scioperanti

Nel frattempo le condizioni degli scioperanti, continuamente monitorate da personale medico, si aggravano: “Sto resistendo nonostante i forti mal di testa, ma man mano che viene più freddo è sempre più difficile”, afferma Leonardo. Alessandro, dal canto suo, appare ancora il più energico: “nonostante le difficoltà che sto avendo a livello fisico, quello che davvero mi butta giù è vedere giorno dopo giorno la totale mancanza di preparazione e di apertura da parte della classe politica che dovrebbe proteggerci dal collasso. È deprimente. Ma mi fa anche sentire che sono al posto giusto e c’è bisogno di continuare la lotta nonviolenta che stiamo portando avanti”.

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