Assurdo: ci hanno contestato l'Art. 56 del Codice Penale!

Azione saltata il 27/6: fermati dalle forze dell’ordine prima dell’azione. Dopo le azioni delle scorse settimane, eravamo pronti a scendere in strada anche ieri, lunedì 27 giugno. Ma il blocco stradale previsto sul G.R.A. è stato troncato sul nascere. Dopo aver subito una serie di pedinamenti, siamo stati fermati da una volante della Polizia e cinque di noi sono stati portati e trattenuti in commissariato per 10 ore.



Contestato l’articolo 56 del codice penale, che punisce i tentati delitti. Nei verbali consegnati agli attivisti è stato contestato il reato riferibile all’articolo 56 del codice penale, delitto tentato, che recita: “Chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, risponde di delitto tentato, se l'azione non si compie o l'evento non si verifica. Il colpevole del delitto tentato è punito: con la reclusione non inferiore a dodici anni, se la pena stabilita è l'ergastolo; e, negli altri casi, con la pena stabilita per il delitto, diminuita da un terzo a due terzi”.

Blocco stradale è illecito amministrativo.Ai cinque attivisti trattenuti è stato contestato l’articolo 56 del codice penale, quello che punisce i tentati delitti, quando il blocco stradale è un semplice blocco amministrativo. Non è un delitto, specialmente quando viene fatto solo con il proprio corpo. È come contestare un tentato divieto di sosta a un automobilista che rallenta davanti a un divieto di sosta. Siamo all’assurdo”, commenta Giulio Giuli.


È importante ricordare che abbiamo sempre agito in maniera non violenta, resistendo passivamente alle violenze di alcuni cittadini e all’intervento delle forze dell’ordine. “Insieme alle lunghissime ore trascorse inutilmente in questura per accertamenti, queste denunce hanno esclusivamente lo scopo di intimidire e spaventare persone che sono troppo terrorizzate dal collasso climatico per avere paura di questi mezzi repressivi”, conclude Giuli.


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